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Qualche giorno fa scrivevamo come ad un anno e mezzo dall'entrata in funzione dei dearsenificatori, le concentrazioni di "veleno" negli acquedotti continuano ad essere fuori norma in più di un comune su tre nella Tuscia. Le rilevazioni di giugno eseguite da Arpalazio avevano rilevato che ancora in 22 paesi i valori erano oltre i limiti, mostrando che gli impianti costati oltre 20 milioni di euro non funzionano, o funzionano male. Su questa vicenda è in arrivo un' interrogazione parlamentare, probabilmente anche due, una del centro destra (Udc, Forza Italia) e una da settori della sinistra "scontenta". Nel frattempo interviene il sindaco di Fabrica di Roma Mario Scarnati, secondo il quale il titolo giusto sarebbe "la storia della politica cialtrona, della medicina che si disinteressa e della truffa dei dearsenificatori" "nessuno - spiega Scarnati - né in Italia né in Europa, ha mai svolto uno studio approfondito sulle conseguenze che l'arsenico nell'acqua provoca se ingerito in piccole dosi; gli unici ad avere condotto uno studio su tale questione sono gli Stati Uniti, e lo studio dichiara ad esempio che se una persona è abituata ad assumere stabilmente piccole dosi di arsenico, la sospensione immediata di tale assunzione provocherebbe più danni che benefici". "inizialmente lo studio parlava di arsenico talmente dannoso da provocare il cancro al seno, ma teniamo conto del fatto che in Florida la quantità è di circa 100 microgrammi/litro, mentre nel nostro territorio, senza l'ausilio di dearsenificatori, si parla di 20/30 microgrammi/litro. Gli stessi medici della suddetta ricerca - prosegue Scarnati - l'hanno estesa in tutto il mondo ed è emerso che in India e Pakistan si arriva a concentrazioni pari a 1000 microgrammi/litro, a fronte di un' incidenza di cancro al seno tra le più basse del mondo". Conclude il ragionamento Scarnati: "Questo per dire, in estrema sintesi, che sul tema dell'arsenico c'è molta confusione; la classe medica non fa niente per chiarire le cose, ne i politici hanno interesse a coinvolgerla; ecco dunque la cialtroneria dei politici, che hanno deciso che i limiti dell'arsenico deve essere di 10 microgrammi/litro; per stare dentro a questo limite si sono affidati a ditte di loro fiducia per fare i dearsenificatori". Il sindaco Scarnati ci offre un esempio molto concreto: " a Fabrica di Roma ci sono 5 dearsenificatori, tre comprati dalla Regione Lazio a 350.000 euro l'uno, e due comprati dal comune a 200.000 euro l'uno; a parte questo, tutti i dearsenificatori, compresi quelli gestiti da Talete, non funzionano o funzionano saltuariamente. I sindaci che hanno dearsenificatori, che siano o no iscritti a Talete, per renderli funzionanti sono costretti a triplicare il prezzo delle bollette dell' acqua. Nel frattempo nessuno interviene, ne la classe medica ne i politici ne la magistratura, e i cittadini si trovano a pagare bollette che da 170 euro circa arrivano a 500 euro". " Per tornare ai 5 dearsenificatori di Fabrica - aggiunge Scarnati - va detto che i due comprati a 200.000 euro funzionano benino, gli altri non funzionano per niente, tanto che abbiamo dovuto pagare dei tecnici per effettuare delle modifiche". " Io - conclude Scarnati - sto gridando questo a Unione Europea, Ministero e Regione ma nessuno fa niente".

IL SINDACO Mario Scarnati


 IL SINDACO INFORMA N. 9 - 24 GIUGNO 2016



 
   
   
 
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